Cari lettori in questo week end dove forse avrete maggior tempo libero, vi consiglio un film da guardare assolutamente, sia da soli, che in compagnia, o con la famiglia o con gli amici, un film che va diffuso e condiviso il più possibile, per ricordare una storia importante, una di quelle che ha lasciato il segno per sempre e che è esempio per la lotta per la giustizia contro uno dei mali della nostra società, ovvero la camorra.
Il film è FORTAPÀSC e racconta la storia vera di Giancarlo Siani, giovane giornalista del “Il Mattino“ di Napoli, ucciso nel 1985 in un agguato della camorra, perchè faceva seriamente il suo mestiere, ovvero nei suoi articoli scriveva e denunciava le nefandezze e gli atti criminali che la camorra compiva su Napoli e dintorni, riportando nomi e cognomi di chi “lavorava” per quel mondo . Il film, diretto dal rinomato regista Marco Risi, è uscito nel 2009 ottenendo da subito importanti riconoscimenti dal pubblico e dalla critica e, soprattutto, ha avuto il merito di riportare alla luce la figura di questo giornalista, che con le sue coraggiose inchieste, ha combattuto pubblicamente e direttamente il sistema della camorra.
La storia inizia con gli ultimi quattro mesi di vita di Siani, ancora giornalista praticante ( abusivo come lui ironicamente si definiva ) per il giornale “Il Mattino” prima nella sede di Torre Annunziata e poi in quella di Napoli. Giancarlo ci viene presentato come un giovane gioioso, pieno di vita, che ama la musica ( soprattutto Vasco Rossi ), circondato da molti amici e dalla sua ragazza…insomma un ragazzo in apparenza come molti. Ma Giancarlo ama soprattutto il suo lavoro e lo fa con grande dedizione e serietà, cercando sempre di difendere la giustizia e la verità.
In quegli anni Torre Annunziata, dove abita Siani, è nella morsa del famigerato boss Valentino Gionta che semina la sua criminalità e corruzione, infiltrandosi soprattutto negli appalti della ricostruzione della città dopo il tremendo terremoto. Giancarlo vede tutto questo e non può rimanere indifferente, chiudere gli occhi e tacere come molti già fanno. Inizia così ad indagare, a chiedere, muovendosi tra magistrati, politici, testimoni e criminali, scoprendo i rapporti sempre più intrecciati tra camorra e politica e sollevando il velo su di un mondo che doveva rimanere nascosto. Con le sue inchieste giornalistiche, Giancarlo smuove le acque paludose della camorra ed inizia a dar fastidio, a rompere i giochi di questo meccanismo criminale. Ecco arrivare così le prime minacce, i primi avvertimenti, soprattutto quando viene trasferito alla sede napoletana del giornale, ma Giancarlo non sembra dar loro peso e continua nel suo lavoro, rivelando le trame dietro all’arresto del boss Valentino Gionta e smascherando il sindaco di Torre Annunziata, Cassano, condannato a sette anni e mezzo. Siani entra così nella lista nera dei camorristi, che ne sanciscono definitivamente la sua condanna a morte.
Infatti, in una sera del 23 settembre 1985, mentre Giancarlo è fermo sotto casa sua nella mitica Citroën Mehari verde ( a tutti ormai ben nota), cade vittima in un agguato della camorra, perdendo la vita.
Cari lettori questo film è importante da vedere e da diffondere, per ricordare la storia di questo grande giornalista che coraggiosamente, ha speso la sua vita per portare alla luce la verità, in un mondo corrotto dove la puzza della camorra infesta ogni angolo. Come scrive lo stesso regista: “ Fortapàsc è per me un film necessario – soprattutto nella Napoli umiliata e offesa di oggi – perché Giancarlo Siani può diventare un raggio di luce, una nuova speranza.”
Inoltre è da ricordare il cast brillante che valorizza ancora di più il film, tra cui il bravissimo attore Libero De Rienzo ( scomparso prematuramente quattro anni fa ), che dà una grande interpretazione di Siani, facendo emergere la sua tenacia e coraggio, ma anche la sua voglia di vivere che lo ha sempre contraddistinto.
Ps: Il titolo del film è una storpiatura di “Fort Apache”, celebre fortezza western, e metaforicamente indica la città di Torre Annunziata come un luogo assediato dalla malavita.

Comments
2 risposte
Film bellissimo. Sicuramente da rivedere e…da diffondere (ho già qualche idea)
Bene! I film sono fonte d’ispirazione!