Cari lettori oggi voglio presentarvi quello che considero una delle pietre miliari della mia cultura cinematografica, un film che ho in dvd ( addirittura anche forse un’ ormai preistorica VHS ), ma che ogni qualvolta lo trasmettono in qualsiasi canale televisivo, non riesco a non vederlo.
Sto parlando della mastodontica trilogia de “ IL PADRINO “ ( tratto dal libro di Mario Puzo) di un altro grande colosso della regia, Francis Ford Coppola.
Parliamo di trilogia perchè il primo film, appunto Il Padrino, uscì nel 1972 seguito dopo pochi anni, nel 1974 dal secondo capitolo, Il Padrino II. Mentre ben dopo più di dieci anni, nel 1990, Coppola girò il terzo capitolo finale. Cari lettori non chiedetemi quali tra questi tre è il migliore, sono tutti dei piccoli capolavori; certo il capitolo terzo è forse quello più distante dai primi due, ma perchè i tempi erano cambiati e anche le tematiche, ma non per questo è da meno anzi penso che nella scena finale di quest’ultimo film, Al Pacino raggiunge l’apice della sua bravura attoriale…ma andiamo per ordine. Da dove iniziare?
Dunque…ah si iniziamo da una festa, la più grande festa del 1945 a New York, ovvero il matrimonio dell’unica figlia femmina di don Vito Corleone, Connie. E’ un grande evento a cui partecipano tutti i membri e parenti della famiglia Corleone, non solo dall’America, ma anche dal loro paese di origine, la Sicilia. Ma arrivano anche tutti i rappresentanti delle famiglie di New York, ovvero gli altri padrini della zona. Insomma migliaia di persone, anche perché la tradizione vuole che nel giorno del matrimonio si può avere un colloquio diretto col Padrino, spesso per chiedergli favori.
Coppola tramite questa festa ci introduce i membri della famiglia, quindi non solo Don Vito, ma anche i suoi figli: il maggiore Fredo, che pur essendo il più grande è in realtà quello più debole e fragile, poi c’è Sonny che vorrebbe prendere lui le redini della famiglia, anche se ha un carattere troppo impulsivo e istintivo e infine arriva da lontano anche il figlio più piccolo Michael, detto Micheluzzo. E’ l’unico che ha voluto prendere le distanze dal business della famigghia e di lui Don Vito è molto fiero. Accanto a tutti loro c’è la presenza rassicurante di Tom il “consigliori” nonché avvocato della famiglia. Ma il clima tra Don Vito e le altre famiglie è teso per questioni sempre di business ed infatti a Natale il padrino è vittima di un grave attentato. La famiglia si riunisce, sono sperduti, non sanno cosa fare, ed è qui che rientra Michael. Lascia tutto per accorrere in aiuto del padre e ben presto inizierà a guidare lui la famiglia facendo emergere un suo carattere deciso, autorevole e spesso impietoso. Inizia l’ascesa di Michael nella famiglia, prendendo in mano quel potere che aveva sempre disprezzato.
Coppola ci introduce così alla parte seconda del film, dove da una parte si ricordano gli inizi della famiglia Corleone a New York, con l’arrivo del piccolo Vito scappato dalla sua terra natia per questioni sempre legate a rivalità, e la sua successiva ascesa nella grande mela. Dall’altra parte assistiamo invece ad un’altra ascesa sempre maggiore di Michael che ormai a capo della famiglia, sposato con Kate e con due figli piccoli, fa affari con gli uomini più potenti del tempo. Ma più sali la scala del potere più aumentano i nemici. Infatti anche Michael subisce un attentato ma con la sua scaltrezza e furbizia riesce a scoprire il complotto alle sue spalle e ad aumentare ancora di più la sua fama di uomo d’onore. Ma per questo paga un caro prezzo proprio all’interno della sua famiglia…
E così ci ritroviamo negli anni ’90, con il Padrino III, dove un Michael più maturo e riflessivo cerca di legalizzare la sua famiglia rendendola “pulita”.
Ma come dice lui stesso “Proprio quando pensavo di essere fuori… mi ci riportano dentro.” Infatti la Cupola vuole entrare nei nuovi affari legali di Michael, nascono nuove faide e don Corleone scampa ad un altro mortale attentato che però lo debilita definitivamente. Entra allora in suo aiuto il nipote Vincent Corleone e da qui prende il via il capitolo definitivo della storia.
Cari lettori scusate se mi sono più dilungata, ma non potevo farvi una recensione troppo superficiale di questo capolavoro che vi consiglio vivamente di vedere, sia per le tematiche che purtroppo ancora oggi infestano il nostro mondo, ma anche per godere della bravura di un cast eccezionale, a partire da uno strepitoso Marlon Brando ( don Vito ), a James Caan, Diane Keaton, John Cazale, Talia Shire e soprattutto ad un’inarrivabile Al Pacino, la cui maestria attoriale si palesa del tutto nei tre film. Quindi cari lettori accettate questo mio consiglio, prendetelo come “un’offerta che non potete rifiutare”!
Ps. piccolo aneddoto: Marlon Brando per interpretare in modo ancora più caratteristico Don Vito, ebbe l’idea di inserire all’interno delle sue guance, dei pezzi di cotone, per rendere la sua parlata ancora più ovattata.
