Cari lettori stavo quasi dimenticando di parlarvi di un’altra serie grandiosa, di così grande successo da essere diventata in breve tempo un vero e proprio cult! Esatto, mi riferisco proprio a SONS OF ANARCHY, serie statunitense ideata da Kurt Sutter, composta da 7 stagioni andate in onda dal 2008 fino al 2014.
Qui ci troviamo davanti ad una storia seppur lunga, ma molto coinvolgente da cui, vi avviso, non riuscirete a staccarvi e a dimenticarla facilmente. Una storia ricca di personaggi dalle personalità forti ed incisive, protagonisti di una trama avvincente, ben strutturata, con grandi colpi di scena, con sequenze piene di azione, adrenaliniche, forti, ma anche drammatiche, ricche di pathos, dove emergono spesso le crisi interiori, i contrasti e i dilemmi morali che vivono i personaggi, soprattutto il protagonista Jax Teller. Infatti, cari lettori, scoprirete, vedendolo, anche dei riferimenti verso la letteratura o l’uso di metafore ed immagini simboliche che rimandano anche ad una sfera religiosa, tutto per sottolineare la vita tormentata, ma anche il processo di cambiamento e redenzione di alcuni dei Sons.
Ma come sempre procediamo per gradi, partendo dall’inizio.
Ci troviamo in una città immaginaria della California, ovvero Charming, nota per la presenza di un club di motociclisti, i SONS o come spesso vengono anche chiamati, i SAMCRO. E’ un club dedito alla criminalità che controlla da anni la città, seminando spesso violenza con crimini di ogni genere e soprattutto, ingannando la legge. Però i Sons agiscono spesso anche come protettori della città di Charming, allontanando i criminali e le band rivali e mantenendo un ordine basato sulle loro regole, seppur illegali. Infatti il club ha dei propri principi a cui fanno sacralmente fede, tra cui la fratellanza e la lealtà che creano così un legame forte tra i membri, come una sorta di fratellanza di sangue.
E sono proprio i membri del club ad essere i protagonisti della storia. Tra questi in primo luogo la famiglia Teller/Morrow, composta dal fondatore del club Clay Morrow, dalla moglie (di seconde nozze) Gemma e dal figliastro, il vero grande protagonista della storia, Jax Teller.
Intorno a loro ruotano poi gli altri soci del club ed alcuni personaggi che entreranno in pieno nella storia, come ad esempio la moglie di Jax, Tara. Ma è proprio la vita di Jack ad essere il centro di tutto: la sua crescita, i suoi dubbi, il contrasto tra la violenza e la tenerezza dentro di se’, che lo portano ad una evoluzione verso quella che può essere definita una tragica parabola. Jack infatti, da fedele membro del club e da figliastro che nutre una fiducia totale nel patrigno, ben presto scopre delle verità che lo mandano in crisi e soprattutto lo portano a mettere in dubbio tutto, anche quelli che un tempo considerava i pilastri della sua vita. Assistiamo così ai suoi tormenti e alla sua ribellione che cresce pian piano e che lo portano a scontrarsi e a perdere quegli affetti che considerava sinceri, ma che in fondo, forse, lo hanno tradito più di tutti.
A ben vedere la figura di Jack può ricordare una versione moderna dell’Amleto, tormentato dal dilemma tra subire le avversità della vita o agire e rischiare forse di morire per porvi fine, essere o non essere…
Cari lettori, rimanendo fedele al mio stile che ormai conoscete, non voglio anticiparvi altro, ma non perdetevi questa storia, un vero e proprio ritratto crudo di questo club di motociclistici, dove famiglia, lealtà, tradimenti, amori e profondi dilemmi morali si intrecciano dando vita ad una trama avvincente che raramente dimenticherete.
