ROMANZO CRIMINALE

Cari lettori è il momento di presentarvi una serie tv questa volta italiana! Infatti bisogna ricordare che anche l’Italia ha creato delle serie molto belle e ben realizzate. Quella che…

Cari lettori è il momento di presentarvi una serie tv questa volta italiana! Infatti bisogna ricordare che anche l’Italia ha creato delle serie molto belle e ben realizzate. Quella che vi consiglio oggi è, a mio parere, tra le migliori di sempre,  da molti definita la prima grande serie crime “americana” prodotta dal nostro paese.

Mi riferisco a ROMANZO CRIMINALE, diretta dal celebre regista Stefano Solima, basata sul romanzo del giudice Giancarlo De Cataldo e composta da due stagioni, andate in onda dal 2008 al 2010.

La storia è quella ben tristemente nota della nascita e della successiva ascesa della Banda della Magliana, la celebre organizzazione criminale che negli anni ‘70 fino a quasi tutti gli anni ‘90 ha tentato di prendere il controllo di tutta Roma, iniziando prima con furti e rapine, per poi passare a reati molto più gravi come il commercio e il traffico di droga, estorsioni, ricatti, sequestri di persone, omicidi, fino ad allacciare rapporti con il mondo mafioso, con quello terroristico ma anche con le alte figure dello stato, che a quel tempo detenevano il potere in Italia.

Infatti la Banda della Magliana è stata in questo un’innovatrice, se così possiamo dire, perché ha trasformato i piccoli gruppi di bande criminali, chiamate a Roma “ batterie “, in qualcosa di più grande ed esteso che andava al di fuori del piccolo campo della provincia, creando un vero e proprio regno di violenza e potere.

Il merito del regista Solima è aver dato vita ad un racconto ben costruito, di grande intensità, dove caratterizza fortemente i diversi membri della banda, cercando di darne una sfumatura anche psicologica e studiando ogni loro minimo dettaglio. A questo si aggiunge la cura e la ricercatezza con cui viene ricostruita la Roma di quegli anni, tramite ad esempio i costumi, le ambientazioni o la musica del tempo, che spesso accompagna e risalta molte scene. Una serie con un vero e proprio linguaggio cinematografico, che propone una narrazione completamente nuova e che non ha nulla da invidiare ai colossal americani.

La storia inizia con i primi passi della banda attraverso i suoi cosiddetti tre fondatori, il Libanese, il Freddo e il Dandi. Tre ragazzi che si conoscono da quando erano piccoli e “bazzicavano” per le strade della periferia romana.

Cresciuti, anche loro sono entrati in una batteria, spacciando e facendo piccoli furti. Ma il Libanese ambisce ad altro, a qualcosa di molto più grande…vuole conquistare tutta Roma e diventarne l’imperatore. Per poter dar vita a questo sogno però la banda deve iniziare con un fondo di soldi abbastanza importante da investire nell’acquisto di grandi carichi di droga da poter spacciare e così conquistare tutte le piazze di Roma. Per poter trovare tutti questi soldi, il Libanese insieme alla banda, decidono di rapire il barone Rosellini e con il suo riscatto miliardario, riescono definitivamente a finanziare la loro ascesa nel traffico di droga romano. Inizia così la storia della Banda della Magliana, con la sua crescita, i suoi crimini, la sua violenza, con cui terrorizza e conquista tutta la città. Ma assistiamo anche al cambiamento che vivono i diversi membri della banda, alle loro storie e ai loro amori. Solima ci ben delinea infatti i vari protagonisti, tra cui il Libanese, fondatore e leader della banda, forse il più ambizioso, di grande intelligenza, ma anche il più ombroso e sospettoso di tutti. Accanto a lui il suo braccio destro, il Freddo, dal carattere più silenzioso e riflessivo, che cerca sempre di ragionare con la sua testa ed è anche forse quello che capisce per primo i limiti e rischi che comportano nel vivere nella banda. Infine il Dandi, senza dubbio il più egoista e narcisista di tutti, che pensa sempre prima al suo tornaconto anche a discapito della banda stessa. Ruotano poi intorno a loro tutti gli altri membri della banda, il Bufalo, Scrocchiazeppi, Fierolocchio, il Secco, i fratelli Sergio e Ruggero Buffoni, il Sorcio, Trentadenari, tutti con dei nomi folkloristici che però ben rappresentano le caratteristiche di ognuno di loro.

Cari lettori vi invito sinceramente a non perdervi questa serie costruita con un’attenta minuzia e con una grande qualità tecnica e che vi assicuro vi coinvolgerà, trasportandovi direttamente nella Roma del tempo e all’interno della famigerata Banda. Ed è anche un’occasione per poter comprendere maggiormente il periodo storico che vive l’Italia ai tempi della banda con i tragici avvenimenti di quegli anni come il rapimento di Aldo Moro, le Brigate Rosse e la strage di Bologna.