IL PATTO DELL’ ACQUA

Cari lettori eccomi qui oggi a consigliarvi un libro che ho trovato bellissimo, con una storia coinvolgente e con quelle atmosfere e sapori che ci trasportano direttamente nell’India meridionale. Il…

Cari lettori eccomi qui oggi a consigliarvi un libro che ho trovato bellissimo, con una storia coinvolgente e con quelle atmosfere e sapori che ci trasportano direttamente nell’India meridionale.

Il libro è IL PATTO DELL’ ACQUA, pubblicato nel 2023 e scritto dal famoso autore, nonché medico e docente di origine etiope-americano, Abraham Verghese. Possiamo definire questo romanzo una vera e propria epopea che abbraccia diverse generazioni ma anche diverse tematiche, dalla medicina, all’amore, alla cultura, alla spiritualità e alle tradizioni indiane.

Ci troviamo infatti a Travancore, a quei tempi un regno nel sud dell’India, nei primissimi anni del 1900. Qui una ragazzina di soli 12 anni si prepara a lasciare la sua casa e la sua famiglia per andare in sposa ad un uomo vedovo molto più grande di lei e che non ha mai visto e conosciuto, obbedendo alla tradizione locale dei matrimoni combinati. “Il giorno più brutto nella vita di una ragazza è il giorno del matrimonio. Poi, se Dio vuole, le cose migliorano”.

La ragazzina si chiama Mariamma e con queste nozze entra a far parte della sua nuova famiglia, i Parambil ( dal nome del paese in cui vivono), cristiana come la sua di appartenenza e con un marito che, seppure più grande di lei, riesce pian piano a conoscere e a costruire con lui un rapporto sincero e di rispetto, che con il tempo diventerà amore. Ma soprattutto Mariamma grazie alla sua intelligenza e saggezza, diventa negli anni la guida della famiglia, il punto di riferimento, la cosiddetta Grande Ammachi, la matriarca a cui tutti portano rispetto, non solo l’intera famiglia stessa, ma anche tutto il paese. C’è un’ombra però che sembra pesare su questa famiglia, una sorta di maledizione legata all’acqua, ovvero i suoi membri e discendenti non possono avvicinarsi o toccare l’acqua altrimenti muoiono affogati, come è già successo in molti parenti appartenenti all’albero genealogico dei Parambil. Mariamma scopre ben presto questo morbo, come viene da tutti definito, sperimentandolo purtroppo anche sui suoi cari, però lei non si rassegna e spera che qualcuno in futuro possa studiarlo, trovando una risposta scientifica e quindi una soluzione che possa spezzare questa catena.

Da qui si sviluppa tutta la storia del libro. Assistiamo alla crescita della nuova famiglia di Mariamma, con le nuove generazioni, al cambiamento politico e culturale dell’India che cerca la sua indipendenza dalla Gran Bretagna e quindi a tematiche come la lotta delle caste e il colonialismo, nonché all’avvento della modernità che trasforma lentamente un paese ancora legato alle sue tradizioni. Ma soprattutto veniamo catturati e rapiti dalla bellezza della cultura indiana, dalla sua cucina ricca e variegata con l’uso audace di spezie ed erbe aromatiche, dai colori e dalle tinte vivaci delle vesti tradizionali e dalla natura rigogliosa della Costa di Malabar circondata dall’acqua che connette sempre più vita e destino. Acqua che scandisce la vita di questo popolo, dai fiumi che arricchiscono la terra con i suoi frutti, al mare che lambisce la Costa di Malabar, alla pioggia ininterrotta dei monsoni che scende imperterrita per lunghi periodi… Acqua che è vita ma in questo caso è anche morte per i Parambil.

Alla famiglia Parambil si collega poi la figura di Digby Kilgour, un medico scozzese, che sceglie di svolgere la sua professione di chirurgo in India, dedicandosi soprattutto ai lebbrosi e che vedremo avere un ruolo importante nella storia…

Cari lettori vi lascio come sempre il piacere di scoprire come finirà questo racconto bellissimo, come si svilupperà la storia della famiglia Parambil, se questo morbo verrà studiato e debellato e soprattutto vi invito a non perdervi una vera e propria epopea, in cui si intrecciano terra e acqua, fede e scienza, speranza e forza della cultura indiana.

” Senz’acqua non fiorisce la terra; né l’anima senza lagrime. Nulla è più duro d’una pietra e nulla più molle dell’acqua. Eppure, la molle acqua scava la dura pietra “.