HIDDEN FIGURES – IL DIRITTO DI CONTARE

Cari lettori oggi vi propongo un altro grande film, una storia intensa e soprattutto vera, che affronta tematiche importanti quali la segregazione razziale, l’ingiustizia sociale e la lotta delle donne…

Cari lettori oggi vi propongo un altro grande film, una storia intensa e soprattutto vera, che affronta tematiche importanti quali la segregazione razziale, l’ingiustizia sociale e la lotta delle donne per il loro giusto riconoscimento nella società. Tematiche che purtroppo sono sempre attuali ed è per questo è ancora più significativo ricordare queste testimonianze di donne forti che hanno lottato per aprire la strada verso la conquista di diritti che sono diritti umani fondamentali!

Il film è HIDDEN FIGURES – IL DIRITTO DI CONTARE, uscito nel 2016 e diretto da Theodore Melfi. Il film, tratto dall’omonimo libro di Margot Lee Shetterly, ha avuto subito grande risonanza e successo, ricevendo tre candidature agli Oscar nel 2017 ( miglior film, migliore attrice non protagonista a Octavia Spencer e miglior sceneggiatura non originale) e vincendo il prestigioso Screen Actors Guild Award per il miglior cast.

La storia inizia nel 1961 in una città della Virginia, nota per ospitare uno dei più grandi centri di ricerca spaziale della NASA. Sono infatti gli anni in cui gli Stati Uniti sono nel pieno della cosiddetta corsa allo spazio, in cui cercano di contrastare l’Unione Sovietica per arrivare per primi all’esplorazione e alla conquista dello spazio e soprattutto della luna. Ed è proprio in questo centro della Nasa che lavorano ingegneri, matematici, fisici per calcolare le giuste traiettorie dei satelliti verso la luna. Alcuni di questi lavoratori sono donne e tra queste spiccano le nostre tre protagoniste: Katherine, Dorothy e Mary.

Tre grandi donne, tre menti brillanti, intelligenti, con grandi studi alle spalle; infatti ognuna di loro rappresenta un vero talento nel proprio settore…Unico difetto per la società del tempo? Essere donne e afroamericane, in un mondo in cui vige la segregazione razziale e la disuguaglianza di genere, per cui determinati ruoli sono solamente destinati ad uomini o donne bianche.

Katherine, ad esempio, è un prodigio della matematica e per questo viene notata e trasferita nella squadra che ha il compito di calcolare le coordinate di lancio e la traiettoria di un razzo Atlas. Ma ben presto si trova a fare i conti con un ambiente pieno di pregiudizi, che non la considera, la sfrutta solamente, non riconoscendole i meriti del suo lavoro. Anche Dorothy vive le stesse problematiche e non riesce ad avere la giusta promozione che merita da tempo…oppure Mary che vorrebbe frequentare un corso universitario per diventare ingegnere, ma inizialmente, come vedrete, le viene negato perchè non è un posto per gente di colore.

Nonostante questo però le nostre protagoniste non si arrendono, ma con tenacia cercano di conquistarsi il loro posto, il loro “diritto di contare” in un’azienda e in una società che ha sempre cercato di sminuirle. Portano avanti la loro battaglia, con pazienza ma con determinazione per realizzare i loro sogni e, soprattutto, per dimostrare il loro talento.

In questo contesto però non tutti sono diffidenti e razzisti nei loro confronti: è il caso del capo di Katherine, Al Harrison (interpretato da un grande Kevin Kostner che dà vita ad un’interpretazione eccezionale ) che si rende finalmente conto delle condizioni difficili in cui lavora la sua dipendente e, “fregandosene” delle regole benpensanti dell’azienda, elimina tutti quegli ostacoli che non permettono a Katherine di svolgere dignitosamente il suo lavoro ( ad esempio distruggendo il bagno riservato solo alle persone di colore che era stato posto molto lontano dall’azienda ) e dandole finalmente il suo giusto riconoscimento con un ruolo fondamentale nella missione spaziale. Anche Dorothy e Mary si ingegnano per trovare una strada nuova per poter raggiungere i loro obiettivi, tanto inseguiti nel tempo. Queste battaglie poi le devono affrontare anche nelle loro case e nelle loro famiglie, quando si trovano di fronte al pregiudizio dei loro mariti, che inizialmente faticano ad accettare il loro ruolo di lavoratrici, o quando devono cercare di gestire e conciliare le esigenze della famiglia, dei figli con il loro lavoro.

Insomma cari lettori non perdetevi la storia vera di tre donne che hanno cambiato il corso della storia, sfidando il razzismo e la società sessista del tempo e portando alla luce una pagina di storia della Nasa, spesso sconosciuta, in cui la conquista dello spazio va di pari passo con la conquista dell’emancipazione femminile.

“Il Genio non ha razza. La Forza non ha senso. Il Coraggio non ha limiti.”

Ps: una curiosità sul titolo originale del film. “Hidden” in inglese significa nascosto, proprio a sottolineare il ruolo di queste donne afroamericane segregate dalla società, dal lavoro e dalla storia.