Cari lettori oggi voglio dedicare uno spazio anche ad un pubblico più adolescenziale, ai ragazzi e a tutti i giovani lettori, con un libro che penso sia proprio rivolto a loro, perchè è un romanzo che parla di amicizia, di crescita, di sentimenti e di interrogativi propri di quell’età e soprattutto perchè potranno conoscere, attraverso il protagonista della storia, una figura importante del nostro tempo, un ragazzo che si è battuto per la giustizia e la verità, a costo della propria vita. Un ragazzo di 26 anni, apparentemente normale, ma che attraverso il suo mestiere, ovvero il giornalismo, ha denunciato e combattuto uno dei mali del nostro paese, la camorra! Si giovani lettori, il giornalista in questione è Gaincarlo Siani e la sua storia non deve essere mai dimenticata, ma va diffusa, ricordata, studiata, affinchè i suoi valori siano da guida per tutti i ragazzi, luce in un mondo spesso difficile e offuscato dove si rischia di perdere l’orientamento e la direzione giusta.
Ili libro è UN RAGAZZO NORMALE di Lorenzo Marone, pubblicato nel 2018 e vincitore del Premio Giancarlo Siani 2018.
La storia è ambientata nel 1985 a Napoli, nel quartiere del Vomero, dove vive il nostro protagonista, il dodicenne Domenico, che tutti chiamano Mimì. E’ un ragazzino molto particolare, diverso dai suoi coetanei: ama tantissimo la lettura, i grandi romanzi in cui spesso si immedesima, i fumetti e soprattutto i supereroi! E’ curioso di tutto, si pone continue domande su ogni aspetto della vita e parla non il napoletano ma un italiano molto colto. Insomma un ragazzino che tutto il quartiere considera “strano” e anche la sua stessa famiglia non sempre lo comprende. Mimì vive infatti in un bilocale di un palazzo con suo padre ( portiere del palazzo stesso ), sua madre, sua sorella maggiore Bea ( una ragazza alla moda, che legge “Cioè”, ascolta Madonna e spettegola con le sue coetanee, insomma l’opposto di Mimì ), suo nonno e sua nonna. Una famiglia molto unita anche se Mimì si sente a volte un alieno tra loro. Passa così le sue giornate sul marciapiede di casa insieme al suo migliore amico Sasà, un piccolo scugnizzo, che anche se diverso da lui, lo sa ascoltare e lo difende dai bulli della zona. Mimì però cerca qualcos’altro che possa dar senso alla sua vita, qualcosa che lo aiuti a realizzarsi ed esprimersi: lo cerca nella lettura, nei suoi supereroi o nei suoi diversi esperimenti scientifici. Finchè un giorno conosce finalmente quello che lui considera davvero un supereroe della vita, un inquilino del suo palazzo, un giovane giornalista, Giancarlo, noto a tutti per i suoi articoli dove con coraggio denuncia le nefandezze della criminalità organizzata. Per Mimì, Giancarlo è come Superman o Batman ma che, al posto della batmobile, ha una Mehari verde, il suo superpotere è la scrittura e le sue armi sono un’agenda e una penna, con cui combatte per sconfiggere il male. Pian piano nasce un’amicizia tra i due e Giancarlo aiuta Mimì a trovare la sua strada, facendolo riflettere con i giusti interrogativi, spronandolo nella scrittura e dandogli consigli anche su di una ragazzina di cui è innamorato, Viola, la principessa del suo castello. Trascorre così l’estate del 1985 di Mimì, tra l’amicizia di Sasà, le vicissitudini familiari, i tormenti amorosi per Viola, e tra gioie e delusioni, che lo fanno crescere e comprendere il vero valore delle cose. E soprattutto diventa sempre più importante il suo legame con Giancarlo, finchè purtroppo avviene un tragico evento che sembra far crollare tutto il suo mondo e porre fine definitivamente alla sua adolescenza.
Cari giovani lettori, il finale in parte forse lo potete intuire, ma vi invito caldamente a non perdervi questo libro; datevi l’opportunità di leggerlo, di immergervi nel mondo di Mimì e di conoscere, tramite le sue parole, Giancarlo Siani, un ragazzo apparentemente normale, ma le cui piccole grandi azioni hanno cambiato la storia di quegli anni e restano ancora oggi impresse nel tempo.
“A dodici anni sono diventato amico di un supereroe. Aveva venticinque anni, abitava nel mio condominio a Napoli, che per certi versi è anche più pericolosa di Gotham City, si chiamava Giancarlo e, nonostante le mie insistenze, diceva di non essere per niente un supereroe. E forse, con il senno di poi, aveva ragione, perchè i supereroi non muoiono mai, nemmeno se crivellati di colpi. O forse no, forse si sbagliava e avevo ragione io, perchè i supereroi alla fine rinascono sempre. In ogni nuova storia.”
