LA VITA GIOVANE

Cari lettori, innanzitutto auguri per la Pasqua appena trascorsa, sperando che sia stata per tutti voi la più serena possibile. Rimanendo in tema, voglio oggi regalarvi il mio personale uovo…

Cari lettori, innanzitutto auguri per la Pasqua appena trascorsa, sperando che sia stata per tutti voi la più serena possibile. Rimanendo in tema, voglio oggi regalarvi il mio personale uovo di pasqua con una bellissima sorpresa dentro, ovvero il libro di un giovane scrittore, Mattia Insolia, che si sta sempre più affermando nel panorama della letteratura contemporanea italiana.

Di Insolia ho già letto un suo romanzo scritto pochi anni fa, ma oggi voglio parlarvi della sua ultima opera “ LA VITA GIOVANE ”, che sta riscuotendo grande successo tra il pubblico e la critica.  E’ un romanzo dove emerge lo stile, a mio parere, proprio di Insolia: una scrittura diretta, profondamente realista, asciutta, inquieta, che spesso ti arriva come un pugno allo stomaco, scuotendoti, scioccandoti a volte, tenendoti però incollato ad ogni pagina e portandoti spesso a delle riflessioni, anche scomode.

Il romanzo si apre subito con un interrogativo che si pone il protagonista ma che, inevitabilmente, è rivolto anche a noi lettori: che fine hanno fatto i sogni che sognavamo? Da questa domanda, che più volte ritorna nel libro, prende il via tutta la storia.

L’io narrante è Teo un ragazzo di 28 anni, che dopo ben dieci anni lontano da casa e dal suo paese di origine, Foro, decide di ritornarvi per partecipare al matrimonio di due sue grandi amici, Giorgio e Matilde. Ma tornare nella sua città, rivedere la sua famiglia e le amicizie con cui è cresciuto e che hanno segnato la sua gioventù, vuol dire riaprire la porta al passato e quindi a quei ricordi che Teo aveva cercato di dimenticare, di nascondere sotto un tappeto, sperando di non farli riaffiorare.

Il passato però bussa ora con forza nella vita di Teo, costringendolo ad affrontarlo una volta per tutte, a guardare di nuovo in faccia questi ricordi, soprattutto quelli più dolorosi e traumatici e a sostenere il confronto con ciò che lui è stato, con ciò che ora lui è diventato.

Ecco che allora Teo ricorda e nei ricordi ci presenta il gruppo dei suoi amici di sempre, con cui ha condiviso l’adolescenza, gli anni del liceo e con cui ha vissuto le esperienze belle, a volte estreme, ma anche più difficili e dolorose. C’è Sofia, la più sfrontata e combattiva, dalla risposta sempre pronta, con cui Teo avrà sempre un legame forte che forse va oltre l’amicizia… Ci sono Giorgio e Matilde, gli eterni fidanzati, i piccioncini del gruppo, che poi a ben vedere anche quel loro amore così forte in realtà nasconde delle crepe e delle profonde insicurezze; c’è Marta la ragazza apparentemente più serena e pacata, ma in realtà con una profonda mancanza di amore che ricerca spesso in rapporti sbagliati e tossici… e infine c’è Tommaso il simpatico del gruppo, che sembra prendere la vita sempre con leggerezza, mai con serietà, ma questa apparente leggerezza gli viene data anche dall’uso di sostanze stupefacenti e droghe senza i quali non riesce ad affrontare la realtà. Un gruppo di amici unito, legato da un gran bene cresciuto negli anni, ma ognuno di loro si trascina dietro problematiche profonde, insicurezze e ferite che hanno segnato le loro vite. E poi ci sono i traumi e i dolori di Teo, così forti che non è mai riuscito ad affrontare apertamente, ma che hanno fatto crescere in lui una rabbia innata… in particolar modo un evento che ha cambiato totalmente il percorso della sua vita e anche di tutto il suo gruppo di amici.

Sarà il ritorno nella sua città a dargli l’occasione di mettere finalmente un punto definitivo al suo passato?

Cari lettori come sempre lascio a voi questa scoperta e vi invito caldamente a leggere questo romanzo che parla di amicizia, di perdita, di crescita, di colpe e che vi coinvolgerà, ritrovandovi a pensare alla vostra di gioventù, alle vostre amicizie che hanno segnato quel periodo e soprattutto vi porterà ad interrogarvi e a chiedere, alla fine, anche a voi stessi: siamo oggi quelle persone che speravamo di diventare da ragazzi? E soprattutto: che fine hanno fatto i sogni che sognavamo?