SEVERANCE – SCISSIONE

Cari lettori oggi voglio parlarvi di una serie molto particolare nel suo genere, intrigante, coinvolgente, riflessiva e a volte anche disturbante, ma che sicuramente vi colpirà e catturerà la vostra…

Cari lettori oggi voglio parlarvi di una serie molto particolare nel suo genere, intrigante, coinvolgente, riflessiva e a volte anche disturbante, ma che sicuramente vi colpirà e catturerà la vostra attenzione e curiosità. Vi anticipo subito che entriamo nel mondo del dispotico e della fantascienza, un mondo dove la realtà non è quella che può sembrare, ma è la mente a diventare la vera protagonista e a decidere le sorti della vita dell’individuo.

La serie in questione è SEVERANCE, creata da Dan Erickson e prodotta da Ben Stiller ( regista anche di alcuni episodi ) ed è composta da due stagioni, la prima uscita nel 2022 e la seconda nel 2025, ricevendo subito una grandissima accoglienza da parte del pubblico e della critica proprio per la sua particolarità e carica innovativa.

Ci troviamo all’interno della grande azienda Lumon, famosa per applicare un metodo innovativo sui suoi dipendenti, ovvero la famosa scissione. L’operazione consiste nell’impianto di un chip elettronico nella testa del lavoratore che divide la sua mente in due settori o personalità, ovvero quello che lavora all’interno dell’azienda ( l’interno) e quello che invece vive la sua vita fuori ( l’esterno), dopo il lavoro. Infatti il microchip dissocia completamente la vita personale da quella lavorativa cosicchè l’interno del lavoratore finchè sta nella Lumon non ricorda nulla della sua famiglia, amici e problemi esterni per concentrarsi solo sui suoi compiti e sull’interazione con i colleghi. A fine turno, una volta preso l’ascensore di uscita, la mente del lavoratore si dissocia nuovamente per tornare nella sua personalità “originale”, nella sua vita reale esterna senza però sapere cosa ha vissuto durante le ore lavorative.

Questo è il caso del nostro protagonista Mark che ha deciso di sottoporsi volontariamente a questo processo, per non affrontare una vita esterna troppo dura a causa della perdita della moglie. Mark nella Lumon lega con alcuni suoi colleghi che però all’esterno non ricorda, anzi non sa affatto della loro esistenza. Questa operazione che inizialmente sembra a Mark di aiutarlo ad affrontare la sua vita, senza troppi ricordi dolorosi, ben presto però inizia a creparsi e a far emergere le sue contraddizioni e le sue problematiche. Perché alla fine la vita vera bussa alla porta, chiede di emergere, di riprendersi la sua porzione mancante e le due personalità ovvero l’interno e l’esterno, iniziano a lottare tra loro e a collassare inevitabilmente. Così sia Mark che i suoi colleghi della Lumon cercheranno di andare oltre, di superare questa scissione interna, di scoprire i segreti di questa azienda così asettica, priva di emozioni, colori, con figure surreali e con dei compiti da portare avanti apparentemente privi di senso. Nella Lumon infatti tutto sembra ripetersi ogni giorno con le stesse azioni, gli stessi gesti, in un’iterazione meccanica, quasi robotica, degli stessi dipendenti dove nulla è lasciato all’istintività o all’improvvisazione.

Cari lettori qui l’incubo distopico diventa una realtà dove la manipolazione della memoria e della mente tendono alla distruzione dell’individuo, ma, come vedrete, l’istinto della vita, i desideri e i sentimenti della persona sono più forti e riusciranno a trovare sempre la loro strada.

Altro non vi anticipo, lascio come sempre a voi il privilegio di scoprire questa storia apparentemente surreale, ma che porta a profonde riflessioni, in un tempo nostro in cui l’alienazione, il controllo e la manipolazione del pensiero non sono poi forse, realtà così lontane.

Quindi cari lettori non perdetevi questa serie e ricordatevi sempre “ Ciò che distingue l’uomo dalla macchina è che le macchine non possono pensare da sole. Inoltre, sono fatte di metallo, mentre l’uomo è fatto di pelle.”