Cari lettori pensando alla ricorrenza di quest’anno sia degli 80 anni della Repubblica italiana, sia dell’introduzione del diritto al voto delle donne, oggi voglio consigliarvi un’altra chicca del cinema, questa volta italiano.
“ C’è ancora domani “ film del 2023 con debutto alla regia di Paola Cortellesi e vincitore di 6 David di Donatello. E’ un film importante, che segna in profondità e fa riflettere, anche attraverso a volte l’ironia, sulla condizione della donna, sul suo ruolo nella società, come sia cambiato negli anni grazie alle battaglie portate avanti da donne coraggiose che hanno sfidato e combattuto la società dell’epoca.
Il film si ambienta nella Roma del dopoguerra, esattamente nell’anno 1946, una Roma ancora provata dagli effetti della guerra e con gli americani che portano una sferzata di allegria e ottimismo con le loro cioccolate e i loro balli stravaganti. Qui in un sottoscala di un palazzo di un quartiere romano, vive Delia con la sua famiglia ovvero il marito, tre figli e un suocero da accudire.
Delia è la classica donna invisibile, che non ha voce in famiglia, il suo ruolo è solo quello di far crescere i figli, lavorare ( ma senza esagerazione per non trascurare i suoi doveri coniugali) e niente più. E’ vittima delle angherie del marito padre padrone, Ivano, che spesso con la violenza impartisce ordini e volontà su tutti. Ma Delia è vittima di un sistema patriarcale generico più ampio che purtroppo in quegli anni era una realtà quasi “normale”.
Delia riesce ad avere però dei momenti di fuga da questa vita soffocante, grazie al sostegno della sua più cara amica, che le fa dimenticare le violenze subite, e l’amicizia di un meccanico che le vuole davvero bene e le dà quel rispetto che in casa non riceve.
Delia ha però una figlia prossima alle nozze e vorrebbe per lei un futuro diverso dal suo, che non cada nei suoi stessi errori ma che possa emanciparsi e staccarsi da quel modello di vita… ma non sa come poter fare. Allora ecco che lo strumento di ribellione e cambiamento le si presenta con il più grande atto politico del tempo, ovvero il diritto al voto per le donne per la prima volta nel referendum tra monarchia e repubblica. Delia compie, votando, un gesto rivoluzionario, simbolo di liberazione dalla violenza patriarcale e di speranza per un futuro migliore per sua figlia e per le generazioni a seguire.
“ Stringete le schede come fossero biglietti d’amore.”
Cari lettori non perdetevi assolutamente questo film, non solo per l’importanza del tema ma anche per la bravura di tutto il cast a partire dalla bravissima Paola Cortellesi ( Delia), alla magistrale performance di Valerio Mastrandrea ( Ivano ) o alla strabiliante Emanuela Fanelli, che rendono questo film un vero capolavoro.
A dare inoltre al film quell’impatto ancora più realistico è l’uso della pellicola in bianco e nero.
